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| CITAZIONE (minuano @ 3/10/2009, 14:10) Un Somalo che vive in Italia da 30 anni e con il quale ho rapporti professionali, mi ha fatto vedere un video di Mogadiscio nei primi anni 60: motociclette, palme, lini bianchi, donne bellissime dal collo alto, caffè all’aperto…
Oggi Mogadiscio e la Somalia sono entità senza governo, senza apparati di polizia, di giustizia, di servizi sociali.
Sono terre abbandonate a se stesse (anche dall’ONU) e martoriate dove le milizie di un evanescente governo provvisorio appoggiato da miserabili truppe etiopi si trucidano a colpi di bazooka e di kalashnikov con le Corti Islamiche Dietro questi conflitti il traffico di armi e il traffico di rifiuti tossici.
E' di ieri la notizia che le Corti Islamiche (l'obiettivo dichiarato che giustifica la loro ribellione al Governo Provvisorio è l'applicazione della Sharia in Somalia) si sono a loro volta spaccate ed hanno iniziato tra loro una guerra nella guerra.
La scintilla è stata il controllo del porto di Chisimaio a sud di Mogadiscio.
Da una parte gli Shebab (“gioventù” in arabo, una sorta di talebani duri e puri, assai fanatici e combattenti feroci) e dall'altra l’Hizbul Islam (un ombrello, che raggruppa quattro fazioni, creato nel febbraio 2009, più politico e meno militare).
L'impressione degli osservatori è che questo conflitto nel conflitto è destinato ad estendersi a tutto il sud della Somalia (MOgadiscio compresa) La puntata di ieri di BLU NOTTE (imperdibile) è stata dedicata all'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin a<vvenuto in circostanze misteriose a Mogadiscio nel 1994. Al di la della vicenda e dei suoi misteri qui non saranno passate inosservate le immagini di una infernale Mogadiscio. Beh quella era la Mogadiscio di 15 anni fa quando governava il dittatore Siad Barre, la cui caduta avvenuta poco dopo l'epoca dell'omicidio, precipitò la capitale somala nell'inferno dell'inferno. Basti pensare che neanche l'ONU opera più in quell'area. Una parvenza di controllo è affidata alle truppe Uganda |
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