Taine | |
| Quando Magnus lasciò Alan Ford nel lontano 1975 mi ci volle qualche giorno per accettarlo. Continuai a comprare Alan per un'altra quarantina di numeri nella speranza di rivederlo, che magari cambiasse idea, ma niente da fare. Lasciai così uno dei pilastri culturali della mia formazione giovanile. Sapevo che il Grande ora faceva fumetti porno, io ero minorenne e quindi niente da fare. Credetti, all'epoca, che anche la Compagnia della Forca fosse per adulti dato l'editore...per giunta, a Foggia non arrivava! Poi in una lontana estate del 1982 vidi la luce: da un espositore di edicola troneggiava la copertina di Orient Express n. 1, con lo Sconosciuto che ti saltava addosso e il nome del Maestro....ricordo raramente un piacere fisico simile a quello di aver comprato un giornale tanto bello, l'odore delle pagine fresche di stampa, la copertina patinata sotto le dita e lo splendore delle prime tavole di "Full Moon in Dendera". Non lo sapevo, ma stavo comprando una pietra miliare della storia del fumetto italiano, una delle più belle riviste d'autore di tutti i tempi. Il godimento purtroppo durò solo per trenta numeri, fino al 1985, ma Magnus ormai era definitivamente consacrato e le riviste facevano a gara per averlo, Milady sul Mago e Eureka!, Le Femmine incantate e i Briganti su Comic Art, le Centodieci pillole su Totem, poi cartonati, ristampe, saggi (per uno di essi, costosissimo, bruciai in un giorno il mensile di universitario fuori sede!) e varie in attesa dell'agognato Texone, per diversi anni il tormentone tra fumetterie e convention fu "Ma Magnus ha finito il Texone?". E finalmente il Texone uscì, nel giugno del 1996. Doveva essere una pietra miliare, fu purtroppo solo una pietra tombale. Magnus era scomparso qualche mese prima, non ancora sessantenne. Seppi la notizia da mio nonno, che mi comunicò che sulla prima pagina del Mattino era scritto che era morto uno di quelli "che piacciono a te". Proprio così. Magnus era uno di quelli che mi piaceva davvero. E mi manca. Per quanto mi sforzi di attenuare il magone con i grandissimi maestri italiani e stranieri che attualmente producono cose splendide, sento sempre un vuoto in fondo al cuore, proprio lì, al fianco di quell'altro lasciato da un collega di Magnus che si chiamava Andrea.
Edited by Taine - 14/12/2004, 02:21Attached Image |
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